Teatro e democrazia La contraddizione come origine del gioco teatrale e del sentire democratico

L’articolo affronta la contraddizione che anima il teatro e la democrazia, sin dalle sue forme ancestrali, cercando di lasciar affiorare il nesso tra forme democratiche più o meno degenerate (anarchia, anomia, totalitarismo, dittatura implicita) e le derive della scena teatrale contemporanea, senza mai dimenticare il compito originario  – di addestramento alla diversità –  che il teatro dovrebbe perseguire. Dalla contesa dei corpi nella volta celeste al conflitto dei personaggi sulla scena, il teatro esibisce la contraddizione – così come la democrazia tenta di mediarla – facendola risuonare attraverso il fenomeno dell’empatia e della reversibilità delle prospettive.

 

The focus of this article deals on the specific contradiction that enlivens theatre, from its ancestral forms, through classic and modern theatre, to deepen the link between democratic forms – also the degenerate ones (anarchy, anomy, totalitarianism, hidden dictatorship) – and the contemporary theatrical scene, with special attention to the first original aim of theatre – enlightening and, in some ways, revolutionary – that theatre should always pursue.

From the dispute of celestial bodies to the conflict of the characters on the stage, theatre shows the contradiction – while democracy tries to moderates it – and lets it ring through the ‘empathy’ phenomenon and the reversibility of perspectives.



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È scrittore, due dottorati di ricerca (Filosofia del Diritto 1999 presso La Sapienza e Filosofia Teoretica 2003 presso la Pontificia Università Gregoriana), ha pubblicato una ventina tra saggi, monografie e articoli in campo filosofico. E’ stato assistente alla Sapienza (dal 1994 al 2001) e professore alla European School of Economics (dal 2001 al 2008). Esercita la professione di avvocato ed è stato consulente del Comune di Roma. E’ autore di circa sessanta di testi teatrali, di cui una quarantina andati in scena in diversi teatri italiani. Un suo romanzo Il male è chiaro, finalista al premio Calvino, è stato pubblicato da Dudag. Dal 2004 è organizzatore e promotore di molte iniziative culturali in campo filosofico e teatrale (questi ultimi prevalentemente in collaborazione con il regista Marco Maltauro: Rivista, Malteatro, Teatro Futuro e Acting). E’ stato socio fondatore del Centro nazionale di drammaturgia italiana contemporanea. All’interno del progetto Libertà di Studiare, in collaborazione con La Sapienza, il Consiglio dell’Ordine di Roma e la Scuola Forense, insegna ai detenuti di Rebibbia corsi di diritto e filosofia del diritto nell’ambito del corso di laurea in Giurisprudenza.


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