La serie televisiva “Boss”, Chicago e il fato Gli eroi negativi e i nuovi dei dell'Olimpo americano

Nelle migliori serie televisive degli ultimi anni si ritrovano elementi tragici che gettano luce sulla complessità della vita quotidiana in America. Molte di esse si svolgono nella metropoli, metafora del mondo contemporaneo. Chicago, si rivela lo sfondo ideale se non addirittura un altro personaggio della serie Boss, in cui un novello eroe negativo, il sindaco Kane, consapevole del destino tragico che lo attende (una malattia terminale), lotta caparbiamente contro tutto e tutti per affermare un’unica verità: è ancora vivo e potente, e il male che compie è lì a provarlo. Il nichilismo agito dal protagonista fa esplodere le contraddizioni della politica e rende nude e umane le postmoderne intoccabili divinità dell’Olimpo di oggi: le istituzioni cosiddette democratiche da una parte e il capitalismo rapace delle lobby finanziarie dall’altra. Gli sceneggiatori della serie, come quelli della baltimoriana The Wire, si rivelano così dei drammaturghi nietzschiani, dei veri e propri ‘dei ex machina’, che tagliano a fette la città americana per darla in pasto ad un pubblico avido di verità tragiche come non mai.

 

In almost all the best American Tv series of the last few years we can find tragic elements which shed light over the complexity of daily life in America. Many of them take place in big cities. Being the metropolis an essential element of the contemporary world, Chicago becomes in the Tv series Boss  another character  and the ideal locus in which the life of the protagonist takes place. Mayor Kane is the negative hero who is diagnosed with a neurological terminal illness at the beginning of the series. He is well aware of the tragic destiny which is ahead of him and fights furiously against everything and everyone to reaffirm the one and only truth he believes in: he is still alive and powerful enough to make his evil deeds prove it. His nihilism makes political contradictions explode and shows the naked postmodern gods of today: the so called democratic institutions on the one hand and the greedy capitalism of financial lobbies on the other. The screenplay writers of this series, as the ones of The Wire which takes place in Baltimore, appear to be Nietzschean “dei ex machina” who cut slices of the American cities to feed a very hungry public for tragic truths



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Filosofa, giornalista pubblicista, scrive per il quotidiano on-line Succedeoggi articoli sul costume e sulla politica americani. Ha insegnato in varie università americane. È stata fondatrice con Mario Perniola e Isabella Vincentini della rivista Agalma ed è autrice di numerosi saggi sul tema dell’identità e dei Visual studies. Tra di essi Passing, dissolvere le identità, superare le differenze (I ed. 1996, II ed. Meltemi, 2006), Scene italoamericane. Rappresentazioni cinematografiche degli italiani d’America (Sossella 2002) e Metix. Cinema globale e cultura visuale (Meltemi, 2004). Adesso sta scrivendo un libro sulle serie televisive americane


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