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Migrante vs e-migrante. Quel trattino perduto nel mare della ‘coonestà’

“Ormai io interrogo solo là dove vengo interrogato a mia volta. Interrogato dagli uomini, non dagli studiosi, non dalla “scienza”.  [F. Rosenzweig, Lettera a Meinecke] In tempi di crisi, le parole più divisive appaiono dei formidabili ascensori politici nei grattacieli del consenso. Ogni possibile sfumatura linguistica apre nuovi campi di contesa con nuove regole spesso…

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Muslimban: lo spessore della frontiera

Col termine giornalistico Muslimban viene indicato l’ordine esecutivo del Presidente degli stati uniti Donald Trump, che nel 2017 ha improvvisamente stabilito un divieto di ingresso per le persone provenienti da sette Paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Sudan, Siria, Libia, Somalia e Yemen), ritenuti non sicuri e a rischio terrorismo, per un periodo di 90…

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Casta

Prendete la parola casta. Da un decennio ormai essa è entrata prepotentemente nel registro linguistico della politica e del dibattito pubblico con una precisa connotazione: con casta si vuole indicare la classe politica italiana, denunciandone la sua intoccabilità, i suoi soprusi, il suo arricchimento, ecc. Insomma, nell’immaginario è diventato un termine che si inserisce nella…

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Leadership

Prendete la parola leadership. La sentiamo spessissimo oggi pronunciare in ambito politico, ma anche in altri più vari, come quello sportivo. Il termine, in senso più specialistico, viene utilizzato da molte discipline come la sociologia, la politologia, la psicologia, l’antropologia, l’economia. Ciò ha moltiplicato le definizioni che, come ricorda Joseph S. Nye nel volume Leadership…

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Post-verità o psicoverità?

Post-verità è parola nuova, in certa misura già consumata, introdotta con adattamenti dalla lingua inglese. Allude ad una situazione in cui i fatti obiettivi sono meno influenti sull’opinione pubblica rispetto agli appelli emotivi e alle convinzioni personali (dall’Oxford English Dictionary che ha eletto «Post-Truth» parola dell’anno 2016). Il termine è improprio e fuorviante, destinato a fluttuare…

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Causalità e casualità. Tra opere prime e postume di due film fastidiosi

Amore tossico (1983,) opera prima di Claudio Caligari (1948-2015) è un film girato con attori non professionisti, in cui sono rappresentati i valori, le liturgie e le abitudini di un gruppo di tossicodipendenti. Realizzato in collaborazione con il sociologo Guido Blumir, il film fotografa la periferia romana dell’epoca, in primo luogo Ostia, invasa dalla droga….

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Il nomos tecnico del cambiamento

Alla fine degli anni Trenta James Burnham, sociologo politico statunitense non troppo letto nei decenni seguenti, concepisce il progetto di un saggio, The managerial revolution, apparso nel 1941. Tradotto per Mondadori nel 1946, La rivoluzione dei tecnici non preconizza l’avvento di una tecnocrazia radicale: piuttosto, muovendo da un’analisi economica di impostazione trotzkista (dalla quale poi…

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Barbaro-grafie: i non-luoghi della differenza nella comunicazione mediatica

La scorsa estate il direttore di un noto giornale sportivo si è dimesso per le polemiche suscitate da un titolo in cui si definivano « cicciottelle » delle atlete italiane che hanno partecipato alle Olimpiadi di Rio. I telegiornali nazionali hanno dedicato servizi in prima serata all’accaduto. Negli stessi giorni un giornalista di un noto quotidiano nazionale…

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Il dolore degli altri: fotografia e immigrazione

In un epoca in cui siamo esposti ad una infinità di informazioni la memoria, per non smarrirsi, ricorre al fermo-immagine. Le fotografie forniscono un modo veloce per visualizzare e memorizzare senza disperdere il messaggio, ne possiamo immagazzinare centinaia, nella mente, ricordandole immediatamente. Susan Sontag nel suo libro “Regarding the pain of others”, ultima pubblicazione prima…

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